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DeAngeliFrua
| STORIA
DELL’INDUSTRIA
DEL NORD-OVEST
Dal
1850 ai giorni nostri
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LA DE ANGELI-FRUA DI AGLIE’ (TO)
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La storia della fabbrica di Agliè, che per il paese era "la grande fabbrica", inizia nella metà del 1800.
Un ingegnere svizzero BLUMER Alberto fu Giovanni di Zurigo prende in considerazione di impiantare un industria tessile in Piemonte.
Come suoi altri connazionali che avevano già impiantato industrie tessili in Italia e specie nel Regno delle due Sicilie, l'ing. BLUMER prova a intraprendere una nuova attività nel nord del Piemonte.
Nel sud Italia l'avvento degli imprenditori svizzeri era stato provocato dal decreto di Berlino emanato da Napoleone nel 1786 per interdire qualsiasi commercio con la Gran Bretagna e per far fronte all'assedio alleato (Inghilterra,Russia,Austria) . Quest'ultimo privava i centri di filatura europei delle materie prime aprendo così una grave crisi economica del comparto tessile e delle nazioni occupate dal francese.
Nel Regno delle due Sicilie si aumentò così la produzione di cotone per fornire ai tedeschi,ai francesi e agli svizzeri il cotone che prima veniva importato dall'Egitto,dalle Indie e dalle Americhe.
La presenza di acqua e il costo risibile della mano d'opera completarono l'appetibilità del suolo italiano anche se lontano dai confini svizzeri e francesi.
Finito il blocco (1815) le industrie tessili,con alterne fortune, perché molte non ressero la crisi del mercato e fallirono, continuarono a produrre nel sud dell'Italia ed incominciarono ad espandersi verso il nord, soprattutto nella Lombardia per la sua ricchezza d'acqua e per la presenza di imprenditori capaci e tenaci.
A partire dalla metà dell'800 le fabbriche del sud attraversarono una seconda e più profonda crisi, le loro produzioni erano legate a commesse pubbliche (approvvigionamenti militari) e di prodotti di bassa e bassissima fascia. Il mercato nazionale ed europeo richiedeva sempre più prodotti di media e alta qualità.
Al nord gli imprenditori svizzeri trovarono un basso costo della mano d'opera e abbondanti quantità di mano d'opera maschile e poi femminile; la loro nazione era a due passi e così i ricchi mercati del nord europa, si poteva dunque risparmiare sul costo dei trasporti e organizzare una produzione capace di interessare il nascente mercato interno italiano legato all'industrializzazione del Piemonte,della Liguria e della Lombardia.
Nel 1855 il "Cotonificio Cantoni" fu l'unica ditta della Lombardia invitata all'Esposizione Internazionale di Parigi.
Cantoni Eugenio può essere considerato il primo vero imprenditore tessile italiano.
E nelle sue fabbriche che si formarono Ernesto DE ANGELI e Giuseppe FRUA: i fautori dell'avvento (specie l'ultimo) di una "grande" fabbrica nel canavese, ad Agliè.
"Agliè, quieta terra canavesana: che alle ombre del palazzo dei Duchi di Genova,vi nacque un poetà: Guido Gozzano. Lo stabilimento leva la sua grande ciminiera proprio davanti al cimiterino dove il poeta è sepolto.
Era una modesta fabbrica la Blumer F.Jenny & C. quando fu acquistata…..dalla Società De Angeli-Frua nel 1896; e venne completamente riordinata. Nel 1901 si sopprimeva la stamperia,che disponeva di quattro macchine: e si portò la tessitura da quattrocento telai a mille,poi gradatamente accrescendola sino a mille cinquecento nel 1925; con un impiego di mano d'opera che dai quattrocento operai iniziali raggiunse i settecento cinquanta nel 1925, e i novecento cinquanta nel 1927, con una produzione media giornaliera di venti quattromila metri di tessuti cotone. Ma nel 1929 l'indirizzo produttivo dello stabilimento muta radicalmente : al cotone si sostituiscono le fibre artificiali. Ne deriva una contrazione nel numero di telai in opera, i quali scendono a ottocentoquattro, ed un mutamento nel loro tipo; ma la produzione, dopo esser discesa nel 1929 a diciannovemila metri giornalieri, riprende e si stabilisce poi su circa venti cinquemila metri attuali, tutta di articoli medi e pregiati, con millecinquecentosettantun operai distribuiti su tre turni"(*).
Giuseppe FRUA morì il 22-07-1937 e lasciò una serie di stabilimenti in Lombardia e uno in Piemonte; lo stabilimento di Agliè era costituito da una serie di reparti configurati come vere e proprie "sale" di lavorazione:
- Sala verde o di PROVA;
- Sala grande;
- Sala Piccola;
- Sala di preparazione della sbobinatura,della dipanatura e dell'orditura;
- Sala visita o controllo;
a lato una serie di magazzini dei prodotti base e quelli dei prodotti finiti; nella manica a sud-ovest vi era un capace edificio suddiviso negli uffici direzionali, uffici amministrativi e il convitto per le operaie.
Nelle sale lavoravano per lo più operaie assistite da assistenti tecnici (cuntrameter), da operai manutentori (dei telai), dalle "maestre" (operaie particolarmente esperte). Negli uffici amministrativi oltre agli impiegati vi erano gli studi dei disegnatori di tessuti che cercavano nuove "trame" da eseguire ai telai e da immettere sui mercati come novità.
Si tessevano filati per produrre pezze di tela (TELENE);cretonnè (SOL);tessuti per abiti (COSTELLA); voilè a doppio ritorto per abiti (VELITA); seta artificiale per abiti (RADIOSA); rayon,fibra artificiale (TUXO); seta e lana (RETEX);seta (SETA PURA ITALIANA) ed ancora il cotone,il satin,il taffettà,il materassè, la seta da paracadute, il georgette.
Il marchio di fabbrica della De Angeli-Frua consisteva in un cerchio pieno nero con sotto linee curve in spessore, a fianco le diciture SOLE e ONDA; sulle cimosse si segnava O = Sole e Onda -colori solidi-DE ANGELI-FRUA .
Dopo la seconda guerra mondiale e prima della chiusura definitiva lo stabilimento occupava poco meno di 1.000 persone si estendeva su di una superficie di 37.600 mq, vi erano 780 telai automatici, completati da un impianto, completo ed efficiente, con macchinari per la preparazione dei filati, per l'imbossimatura, 2 officine meccaniche e 1 falegnameria per la manutenzione dei telai e degli altri macchinari, un impianto autonomo per la produzione di energia elettrica con 2 turbine accoppiate completo di alternatori, trasformatori, un secondo impianto di produzione di energia elettrica costituito dai macchinari della centrale termoelettrica del tipo Cornovaglia.
Tutto ciò durò fino al 1952, nell'estate dopo lunghe ed estenuanti lotte sostenute dai lavoratori con l'aiuto dell'allora sindacalista C. DONAT CATTIN e soprattutto dalle lavoratrici lo stabilimento tessile cessò la produzione.
Nel 1955 lo stabilimento fu acquistato dalla "Ing. C.Olivetti& C." Spa per produrre la Olivetti-Lettera 22 e successivamente la Olivetti-Lettera 32.
Nel prosieguo del progetto sono state catalogate una serie di immagini : alcune sono fotografie, altre sono montaggi di documenti reperiti presso alcune famiglie di Agliè, altre sono copie di documenti originali.
In particolare sono state riportate alcune copie di pagine di un manuale di un "cuntrameter" autodidatta, Antonio SILVA, che verso la fine degli anni '30, in bella calligrafia, riporto tutte le "istruzioni" e lezioni che le erano state impartite per eseguire bene il suo lavoro di assistente tecnico.
(* tratto da "Giuseppe Frua e la De Angeli-Frua" A. Mondadori 1939)
- La storia: schede nn.
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- I protagonisti e le professioni: schede nn.
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- I prodotti: schede nn.
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- Industria e paesaggio: schede nn.
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- Organizzazione produttiva e macchine: schede nn.
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