Negli anni del conflitto in tutta l’industria torinese si assiste
ad una progressiva trasformazione del personale maschile con donne e ragazzi.
La sostituzione della manodopera era regolate dalla Mobilitazione industriale
che, già a partire dal 1916, evidenziava l’obbligatorietà
di un graduale avvicendamento che prevedeva l’impiego della maestranza
femminile in tutti quei lavori che non richiedono eccessiva forza e singolari
abilità professionali,contemporaneamente la manodopera maschile
esigeva una formazione tale da andare incontro alle esigenze dell’industria.
Tutto questo è alla base di un mutamento del sistema
produttivo: si assiste ad un crescente processo di specializzazione
delle macchine, al quale corrisponde un cambiamento della capacità
professionale richiesta con livelli più alti di qualificazione.
All’operaio non veniva più richiesta una lunga esperienza
e un’abilità lavorativa, ma era sufficiente che avesse una
cultura di base che gli permettesse di capire e di eseguire gli ordini
venendo così svuotato di ogni iniziativa.
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