Tra il ’18 e il ’20 i prezzi continuarono ad aumentare, con un ritmo annuo superiore al 30%. Tra giugno e luglio del ’19, durante il governo di Saverio Nitti, le principali città italiane furono oggetto di violenti tumulti contro il caro- viveri. Gli scioperi nell’industria passarono dai 300 nel ’18 ai 1660 del ’19 ed aumentarono ai 1880 del ’20. Fu con il governo di Giolitti, salito al potere con le elezioni del novembre del ’20, che si costituirono i consigli di fabbrica, un’esperienza originale di democrazia operaia e di controllo sociale della produzione. I conflitti sociali conobbero nell’estate-autunno, il loro episodio più drammatico, con l’agitazione dei metalmeccanici, culminato nell’occupazione delle fabbriche. La vertenza vedeva contrapposti due blocchi, il mondo imprenditoriale e il movimento operaio italiano

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