Il settore dell’industria elettrica vede nel 1899 la nascita della Società elettrochimica Pont Saint Martin, che svolse, per quasi tutto il Novecento, anche un ruolo decisivo per la telefonia, come Società idroelettrica Piemonte, SIP, nome assunto nel 1918. Il mercato della telefonia vocale, assunse dimensioni così considerevoli che, nel 1907, lo Stato procedette alla nazionalizzazione di parte della rete telefonica nelle aree economiche più dinamiche. Tuttavia le pesanti condizioni economiche ereditate dagli anni della guerra indussero il governo, nel 1923, ad operare una inversione di tendenza e a dare in gestione la copertura della rete nazionale, suddivisa in cinque zone, a un numero stabilito di concessionari privati, tra questi la STIPEL( Piemonte e Lombardia) acquisita poi, nel 1928, dalla SIP elettrica. L’imminente recessione economica influì notevolmente sui piani di investimento delle varie aziende, tanto da diventare inevitabile il passaggio, nel 1933,della STIPEL all’IRI; veniva , in questo modo, a costituirsi la STET( Società Torinese Esercizi Telefonici). Sopravvissuta, come le altre aziende telefoniche, al secondo conflitto mondiale la società iniziò un piano di ammodernamento delle strutture: adozione dei cavi coassiali, dei ponti radio e di centrali automatiche.Sono queste le innovazioni che determina un rapido processo di espansione della telefonia italiana che, negli anni Settanta, raggiunse ampie dimensioni, paragonabili a quelle delle maggiori nazioni industrializzate. Nel 1964 l’IRI- STET promuovevano la fusione delle diverse società concessionarie del servizio telefonico in un’unica società la SIP( Società italiana per l’esercizio telefonico)
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