L’evoluzione del capitalismo monopolistico è rappresentato dal dominio delle grandi società per azioni. Come afferma Paul M. Sweezy ( La teoria dello sviluppo capitalistico, 1942),” le grandi coalizioni monopolistiche si trovano in possesso di sorgenti interne di capitale” con le quali si finanziano facendo a meno delle banche…La Prima e la Seconda guerra mondiale sono state conflitti per la spartizione del mercato mondiale tra i grandi monopolisti (“guerre di redistribuzione”). E il fascismo non è stato altro che “ un sistema politico sorto all’epoca delle guerre di redistribuzione”.
L’economista austriaco Joseph Schumpeter (Capitalismo, socialismo e democrazia, 1942) sottolinea come dall’economia capitalistica scaturiscono le innovazioni degli imprenditori che “rivoluzionano costantemente dall’ interno la struttura economica distruggendone continuamente gli elementi vecchi e creando nuovi elementi.
L’americano James Burnham (La rivoluzione dei tecnici, 1941) evidenzia come in questa “ nuova società “ industriale appaiono superati i tradizionali rapporti di lavoro …, e assume sempre maggiore importanza la gestione della produzione (menagement), cioè la direzione e il coordinamento del lavoro produttivo. Ciò che conta non è più il possesso dei mezzi di produzione ma il controllo dell’economia che è affidata ai managers, gli unici ad essere in possesso delle necessarie strategie aziendali.

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