Le corporazioni regolavano e controllavano la produzione delle botteghe all’interno delle quali la gerarchia e i rapporti di lavoro non erano sostanzialmente cambiati rispetto al Basso Medioevo. Il livello di produttività delle botteghe era basso e ad alto valore aggiunto ( differenza tra i costi di produzione e prezzo di vendita dei salari). Per gli artigiani, infatti, era più conveniente privilegiare l’eccellente fattura del prodotto, destinato al ristretto mercato dei ricchi, piuttosto che la quantità. Questa strategia era tuttavia anacronistica ed incapace di far fronte alle nuove caratteristiche del mercato e dell’imprenditoria. Per aggirare queste difficoltà i mercanti cominciarono a investire il loro capitale nelle produzioni a basso valore aggiunto portandole nelle campagne. Fu così che una parte significativa della produzione, soprattutto tessile, fu affidata alla cosiddetta industria a domicilio. Nelle campagne,una produzione domestica diretta alla immediata soddisfazione dei bisogni familiari viene esercitata su scala assai diffusa dalle donne e anche dagli uomini,specie nelle pause invernali dei lavori agricoli. Accanto al lavoro familiare in senso stretto,una importanza crescente sono venute ad assumere altre forme di produzione,nelle quali il lavoro industriale è già sottoposto al controllo di un capitalista. Per esempio,la tessitura di cotone viene esercitata principalmente da ditte che hanno al centro un mercante imprenditore,il qual e fornisce i vari tessitori la materia prima. I tessitori, quando non si tratta di contadini isolati, sono di solito i cosiddetti “capifabbrica”,alle cui dipendenze lavorano una decina di persone,con telai appartenenti al capofabbrica. Una volta compiuta la lavorazione, il capofabbrica consegna il prodotto al mercante imprenditore, il quale provvede alla vendita. La produzione ha dunque subito un processo di concentrazione commerciale, ma la sua struttura tecnica è ancora fondata sul lavoro individuale. La dispersione dei mezzi di produzione nelle mani dei piccoli produttori rende assai difficile l’evoluzione tecnica,la razionalizzazione e la concentrazione del processo produttivo,conservando per l’attività trasformatrice un carattere a mezzo tra l’agricoltura e l’industria.
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