L’industria automobilistica, specie quella
torinese fu, durante questi anni, il settore di spinta nell’espansione
dell’intera economia nazionale. I già notevoli traguardi
conseguiti tra il 1953 e il 1958 furono superati, di gran lunga, tra il
1959 e il 1963 e la produzione di autovetture passò dalle 369000
a 1029000 unità, mentre da 34000 autoveicoli si giunse a 82000.
La Fiat-Om, nel 1964, fu il quinto produttore nel mondo di autoveicoli
con 938200 unità prodotte.
Intorno agli anni 1963-64 si esaurì il ciclo di sviluppo e subentrò
una nuova fase di depressione che venne chiamata congiuntura;
la crisi significò fallimenti di aziende ed aumento della disoccupazione.
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