Con il trascorrere del tempo il sistema industriale piemontese manifesta una profonda evoluzione che ha modificato con intensità diverse i settori di attività, le dimensioni aziendali e le varie province. Nel 1971 la distribuzione dell’occupazione industriale è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione tanto sotto l’aspetto settoriale quanto sotto quello territoriale. L’elevata concentrazione settoriale e attribuibile alla specializzazione del sistema industriale in alcuni settori divenuti tipici per l’intera regione. Per quanto riguarda la concentrazione degli addetti negli stabilimenti di grandi dimensioni, la cospicua presenza delle dimensioni più elevate è legata al modello di sviluppo, caratterizzato da una produzione di massa, con un medio-alto contenuto di lavoro ed un medio-basso contenuto tecnologico. La crisi petrolifera, il rincaro delle materie prime, l’elevata variabilità della domanda, il processo di demassificazione dei consumi, l’instabilità politica e sociale, il processo inflazionistico, l’introduzione di nuove tecnologie sono alcune delle variabili che hanno influenzato significativamente l’intero sistema industriale nel corso degli anni settanta. Negli anni ottanta viene meno l’elevato grado di concentrazione riscontrato nel 1971. L’aumento dell’occupazione nelle piccole unità si riflette sulla struttura industriale con una diminuzione della media caratteristica e con la riduzione del grado di concentrazione tecnica di ciascun settore. Si manifestano così i nuovi rapporti di forza tra le piccole e le grandi dimensioni.

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