La produzione di energia elettrica da 4.540 milioni di Kwh nel 1921 passava nel 1929 a 10.380 milioni, tanto che il capitale investito in tale industria ammontava a 6 miliardi e mezzo. Delle 200 società esistenti ben 56 erano raggruppate intorno alla Edison, fra queste la Società Idroelettrica Piemonte, tutte con spiccata caratterizzazione finanziaria, fortemente interessate, specie la SIP, al controllo delle principali industrie telefoniche. Enormi furono i progressi della chimica grazie ai progressi del Gruppo Montecatini di fronte alla quale si erigono due gruppi correlati L’Italgas e l’Acna ( Aziende Chimiche Nazionali Associate). Grazie all’attività di uno spregiudicato speculatore, il Panzarasa, la torinese Italgas, era riuscita , partendo dall’industria del gas, ad estendere il suo controllo a una serie di imprese elettriche, telefoniche e chimiche. Nel settore tessile, un’autentica rivoluzione fu rappresentata dall’apparizione della cosiddetta “seta artificiale”, destinata a svilupparsi in un industria chimico-tessile interamente nuova. I suoi inizi risalgono al 1907, ad opera della società Cimes, sorta a Pavia, sostituita nel 1929 dalla Società Generale Italiana della Viscosa, a fianco della quale operava la Soie di Chatillon, sorta nel 1917. Nello stesso anno si era costituita sotto la guida di Giovanni Agnelli e Riccardo Gualino, quella società che di navigazione italo-americana (SNIA) che, dai primi intenti del 1920, si volse alla “seta artificiale”ponendo sotto controllo il maggiore stabilimento della Società Viscosa di Pavia.

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