Nel 1938, alla vigilia della guerra, Torino aveva una popolazione di 684533 abitanti, 200000 dei quali erano occupati in attività industriali, di questi 95000 stava al centro di questo mondo industriale che aveva nella Fiat il proprio colosso. Altri comparti di rilievo erano quello del tessile e del vestiario, della lavorazione del legno, del cuoio e dell’industria alimentare, dove prevaleva una tradizione artigianale anche se la produzione era meccanizzata e standardizzata (le Concerie Italiane Riunite e la Giardini per il conciario o la Venchi Unica per il settore alimentare) e del settore della chimica, che aveva acquisito, grazie ad aziende come la Ceat, la Michelin e la Snia Viscosa, un notevole sviluppo.

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