Con la rivoluzione industriale la scienza fu applicata alla tecnologia in misura prima inimmaginabile. L’uomo per la prima volta nella sua storia ebbe il senso di poter mutare la sua natura secondo i suoi progetti coscienti, cosicché il concetto di “progresso” diventò la filosofia della classe borghese
Mentre nei paesi più avanzati dell’Europa occidentale la rivoluzione industriale era in piena crescita, l’Italia rimaneva nell’insieme ancorata a una economia precapitalistica Nessuna rivoluzione industriale avveniva neppure nell’Italia settentrionale, ma solo una trasformazione assai parziale in alcuni settori produttivi.
L’industria della seta, diffusa in particolare a Como e in Brianza, era per lo più costituita da piccole filande, appartenenti agli stessi proprietari, sulle cui terre veniva coltivato il gelso. Questa polverizzazione faceva si che, per ragioni di costi, venissero usate tecnologie arretrate, per cui l’industria serica italiana non era in grado di eseguire il ciclo completo di lavorazione, dalla materia prima al prodotto finito, ed esportava seta greggia o semilavorata verso le più progredite manifatture di Lione e dell’Inghilterra.
Nel settore laniero la situazione non era migliore. Anche imprese di una certa rinomanza, più che fondare stabilimenti, si limitavano a gestire commercialmente la produzione dell’industria a domicilio o dei ricoveri di mendicità( istituzioni in cui i poveri venivano forzatamente reclusi e addetti ad attività produttive; questa pratica nasceva dalla visione della povertà come “colpa” e del lavoro come riscatto). Solo nel Biellese e nel Vicentino l’industria laniera mostrava un certo dinamismo. A Biella in particolare, fin dalla metà del secolo precedente,era nata una classe imprenditoriale che poteva contare su di una tradizionale solidità famigliare, per cui il capitale necessario per l’impianto degli stabilimenti poteva essere raccolto tra parenti e amici. Gli imprenditori biellesi mostrarono particolare intraprendenza viaggiando all’estero, per conoscere le moderne tecnologie. Tuttavia la resistenza dei gruppi famigliari a modificare gli statuti societari e inserire nuovi soci per aumentare le risorse di capitale rallentava di molto la possibilità di crescita delle aziende.

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