Quanto e come le imprese del Canavese stanno davvero adottando l’Intelligenza Artificiale? Non quanto ne parlano, non quanto la citano nei piani industriali o nei convegni, ma quanto la stanno usando sul serio. È questa la domanda, tutt’altro che banale, a cui prova a dare una risposta l’indagine presentata nei giorni scorsi nella sede di Confindustria Canavese a Ivrea, frutto di un lavoro congiunto tra l’associazione datoriale e il Digital Innovation Hub Piemonte (DIHP).
Un’indagine che arriva in un momento preciso, quasi obbligato. Perché l’IA, piaccia o no, ha smesso di essere una suggestione futuristica da slide e keynote motivazionali ed è entrata a pieno titolo nel lessico della competitività industriale. Oggi non chiedersi se adottarla, ma come farlo, è già una presa di posizione. E non sempre una rassicurante.
L’obiettivo dichiarato della survey è infatti quello di comprendere il livello di adozione, la percezione e la cosiddetta “readiness” delle imprese del territorio rispetto alle tecnologie di Intelligenza Artificiale. In altre parole: capire se il sistema produttivo canavesano è pronto, culturalmente e organizzativamente, a fare un salto che non è solo tecnologico, ma di metodo, visione e responsabilità. Perché l’IA non è un macchinario da installare, ma un cambio di paradigma.
La ricerca è stata promossa dal Gruppo ICT e dal Gruppo Aziende Metalmeccaniche e Manifatturiere di Confindustria Canavese e ha coinvolto 54 imprese appartenenti a diversi settori manifatturieri e dei servizi, con una netta prevalenza di piccole e medie imprese. Un dato tutt’altro che secondario, perché è proprio nelle PMI che l’Intelligenza Artificiale rischia di diventare una promessa affascinante ma difficile da mantenere, stretta tra risorse limitate, carenza di competenze interne e una naturale prudenza negli investimenti.
Il campione analizzato restituisce una fotografia piuttosto realistica del tessuto economico canavesano: imprese che non partono da zero, che hanno già investito in digitalizzazione e che, almeno sul piano infrastrutturale, mostrano una maturità diffusa. Ma anche aziende che si muovono con cautela quando si passa dalla tecnologia “di base” all’uso strategico dei dati e dell’Intelligenza Artificiale.
Ad aprire l’incontro di presentazione dei risultati sono stati Simonetta Sada, presidente del Gruppo ICT di Confindustria Canavese, e Alessandro Gruner, presidente del GAM – Gruppo Aziende Metalmeccaniche. E già dagli interventi introduttivi è emersa una consapevolezza chiara: il report non è un traguardo, ma un punto di partenza.
Simonetta Sada lo ha detto senza giri di parole: «Oggi non ci limitiamo a presentare dei dati: vogliamo creare un percorso, una collaborazione stabile tra imprese, associazione e partner tecnologici per rendere l’IA accessibile, responsabile e utile al nostro territorio». Un passaggio che chiarisce bene il senso dell’operazione: non una fotografia fine a sé stessa, ma uno strumento per orientare scelte future. Non a caso, Sada ha sottolineato l’importanza delle testimonianze aziendali e ha voluto ringraziare in modo esplicito gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Olivetti di Ivrea, che hanno contribuito attivamente alla raccolta dei dati attraverso le interviste alle imprese. «Un esempio concreto di come scuola, territorio e imprese possano fare innovazione insieme», ha evidenziato. Un dettaglio che racconta anche un altro tema, spesso sottovalutato: la costruzione delle competenze parte molto prima dell’adozione delle tecnologie.
0